Dalle piazze reali di Torino ai vigneti pettinati delle Langhe, fino alla solennità selvaggia delle vette alpine: il Piemonte non si mette in mostra, si conquista un segreto alla volta. Questa guida vi porterà oltre i soliti cliché, svelando le gemme nascoste e i poli culturali di una regione unica. Preparatevi a un viaggio intenso tra geometrie barocche, borghi medievali sospesi nel tempo e i sapori leggendari di una tradizione enogastronomica senza eguali.
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Torino: cosa vedere nella prima capitale d’Italia
- 1.1 Piazza Castello, il punto di riferimento
- 1.2 Il complesso dei Musei Reali e il Duomo della Sindone
- 1.3 Palazzo Madama, un castello medievale “sdoppiato”
- 1.4 Piazza San Carlo e il “salotto” di Torino
- 1.5 La Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema
- 1.6 Il Museo Egizio e i tesori millenari del Nilo
- 1.7 Il Lungo Po, i Murazzi e il Parco del Valentino
- 2 Le Langhe: tra borghi, vigneti e colline patrimonio UNESCO
- 3 Monferrato e Roero: il Piemonte più autentico
- 4 I laghi piemontesi: Maggiore e d’Orta
- 5 Montagne piemontesi e parchi naturali
- 6 Le Residenze Sabaude patrimonio UNESCO
- 7 Cosa mangiare in Piemonte: la tradizione a tavola
- 8 Calendario stagionale: quando programmare il viaggio
- 9 Come arrivare in Piemonte con i treni Alta Velocità Italo
Torino: cosa vedere nella prima capitale d’Italia

Torino conserva il passo ordinato delle antiche capitali. La sua pianta geometrica a scacchiera la rende una città facilissima da girare a piedi, muovendosi tra grandi viali alberati e piazze monumentali. Qui i palazzi barocchi e i dettagli dell’Art Nouveau in stile floreale di inizio Novecento convivono senza sforzo, con il profilo delle Alpi occidentali che spunta sullo sfondo a chiudere la prospettiva delle vie. Ha un’aria regale ma sobria, molto più vicina alle atmosfere del nord Europa che al resto d’Italia.
Piazza Castello, il punto di riferimento

Piazza Castello è il centro esatto della mappa di Torino, una grande area pedonale nata nel Cinquecento per fare spazio alla vita pubblica e al potere reale. Da questo enorme rettangolo di pietra si diramano le quattro vie principali del centro storico: Via Roma, Via Po, Via Garibaldi e Via Pietro Micca. Camminare qui dà subito l’idea del respiro europeo di Torino, grazie alle facciate dei palazzi nobiliari e ai portici storici che offrono riparo in ogni stagione. È lo spazio più frequentato della città, pieno di storici caffè all’aperto e punto di partenza naturale per esplorare il centro interamente a piedi.
Il complesso dei Musei Reali e il Duomo della Sindone

Sul lato nord della piazza si apre il grande cancello in ferro che custodisce l’ingresso ai Musei Reali, un immenso polo culturale visitabile con un solo biglietto. Il percorso inizia dentro il Palazzo Reale, camminando tra stanze dorate, specchi d’epoca e soffitti affrescati che raccontano i segreti della corte sabauda, per poi passare all’Armeria Reale e ai quadri della Galleria Sabauda. Proprio dietro questo complesso si incontra il Duomo di San Giovanni Battista, l’unica chiesa rinascimentale della città, famosa in tutto il mondo perché custodisce la Sacra Sindone all’interno di una teca protettiva ad altissima tecnologia.
Palazzo Madama, un castello medievale “sdoppiato”

Proprio nel mezzo della piazza sorge Palazzo Madama, uno degli edifici più insoliti d’Italia per via del suo aspetto sdoppiato. Chi lo guarda frontalmente si trova davanti a una monumentale e bianchissima facciata barocca, ricca di finestroni e sculture monumentali, progettata nel Settecento da Filippo Juvarra. Basta però girare attorno all’edificio per scoprire la sua vera anima antica, fatta di mattoni rossi, vecchie torri del Medioevo e resti della porta romana che apriva l’accesso alla città. Al suo interno, le grandi sale decorate ospitano il Museo d’Arte Antica e offrono l’accesso alle torri per guardare dall’alto la perfetta geometria delle vie torinesi.
Piazza San Carlo e il “salotto” di Torino
A poca distanza si apre Piazza San Carlo, da sempre considerata il salotto elegante della città per la simmetria perfetta dei suoi palazzi. Interamente circondata da imponenti portici e caffè storici dell’Ottocento, la piazza è tagliata in linea retta da Via Roma, la via dello shopping. È il posto perfetto per una sosta nei tavolini all’aperto, immersi nell’atmosfera più raffinata e viva di Torino.

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La Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema

Il profilo della città si riconosce all’istante per la sagoma slanciata della Mole Antonelliana, un’ardita sfida ingegneristica dell’Ottocento progettata da Alessandro Antonelli. Al suo interno oggi si sviluppa il Museo Nazionale del Cinema, un percorso espositivo verticale unico, dove gli allestimenti interattivi giocano con luci e scenografie. Il vero colpo di teatro è l’ascensore panoramico in cristallo trasparente: sale sospeso nel vuoto attraversando il cuore della cupola fino al tempietto superiore, regalando una vista a 360 gradi che abbraccia l’intera pianura e la barriera delle Alpi.

Visita alla Mole Antonelliana: il simbolo di Torino tra storia, cinema e panorami
La Mole Antonelliana non è soltanto il monumento più celebre di Torino, ma un vero e proprio simbolo identitario che racconta l’anima della città. Slanciata, inconfondibile e visibile da ogni punto del centro, la Mole rappresenta un viaggio verticale tra storia, architettura, cinema e panorami mozzafiato.
Il Museo Egizio e i tesori millenari del Nilo

A poca distanza, l’antico Palazzo del Collegio dei Nobili custodisce il Museo Egizio, la più antica istituzione al mondo dedicata interamente alla civiltà del Nilo e seconda per importanza solo a quella del Cairo. Le sue sale, recentemente rinnovate con un taglio moderno e immersivo, ospitano una collezione monumentale di oltre quarantamila reperti distribuiti su tre piani di gallerie. Camminare tra questi spazi permette di incrociare da vicino papiri millenari, mummie perfettamente conservate, la spettacolare Galleria dei Re e il celebre corredo intatto della tomba di Kha e Merit.
Il Lungo Po, i Murazzi e il Parco del Valentino

Spostandosi verso la sponda orientale si incontra il corso del Po, il fiume che regala alla città i suoi scorci più suggestivi e rilassanti. Lungo le sponde si aprono i Murazzi, le vecchie rimesse per le barche oggi al centro della vita serale, che guidano i passanti fino al Parco del Valentino. Questo grande parco è il posto ideale per passeggiare tra viali alberati e piste ciclabili, ma custodisce anche una sorpresa: il Borgo Medievale, un’affascinante ricostruzione di fine Ottocento che riproduce fedelmente un antico villaggio feudale piemontese con tanto di rocca fortificata.

Una giornata a Torino: itinerario di un giorno per visitare la città a piedi
Elegante e maestosa, Torino custodisce secoli di storia tra piazze monumentali, caffè storici e musei di fama internazionale. In questa guida troverai l’itinerario perfetto per esplorare a piedi il capoluogo piemontese in un solo giorno.
Le Langhe: tra borghi, vigneti e colline patrimonio UNESCO
Il territorio delle Langhe rappresenta una delle espressioni più celebrate del paesaggio agrario italiano, una fitta successione di colline e dorsali modellate con assoluta precisione geometrica dal lavoro generazionale della viticoltura. Questa porzione di territorio, situata nella provincia di Cuneo, ha ottenuto il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità UNESCO proprio in virtù dell’eccezionale valore culturale del suo paesaggio vitivinicolo, dove la terra racconta l’evoluzione di una comunità strettamente legata ai cicli agrari.
I celebri borghi delle Langhe
Alba, la capitale delle cento torri e del tartufo

La cittadina di Alba costituisce il polo di riferimento economico e culturale dell’intero comprensorio delle Langhe, famosa a livello globale per la storica Fiera Internazionale del Tartufo Bianco che anima le vie del centro durante i mesi autunnali. Il suo nucleo storico conserva una chiara impronta medievale, riconoscibile nelle imponenti torri in mattoni rossi che si alternano a palazzi signorili e a storiche enoteche. Passeggiare lungo Via Vittorio Emanuele ci si immerge in un’atmosfera elegante, scandita dai profumi della gastronomia locale e dalle storiche botteghe artigiane.
Barolo e Neive, cuori nobili della produzione vinicola

Spostandosi verso le colline circostanti si incontrano i piccoli centri che hanno scritto la storia enologica della provincia di Cuneo:
- Barolo: un borgo raccolto attorno al Castello Falletti, sede del WiMu (Wine Museum), un innovativo museo antropologico e sensoriale dedicato alla cultura del vino.
- Neive: inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia, caratterizzato da strade acciottolate ad anelli concentrici che salgono verso la torre dell’orologio, circondato da vigneti di Barbaresco.

I borghi più belli del Piemonte in provincia di Torino
Scopriamo alcuni dei borghi più belli del Piemonte, perfetti per trascorrere un weekend o per una gita fuori porta partendo da Torino.
Le terrazze panoramiche sulle colline cuneesi

Per capire davvero la bellezza delle Langhe bisogna salire in alto, nei punti panoramici della provincia di Cuneo, dove lo sguardo si perde tra file infinite di vigneti e vecchi casali in pietra. Il punto di partenza ideale è La Morra, giustamente chiamata il “balcone delle Langhe“: dalla sua terrazza la vista si apre sulle colline del Barolo fino all’arco delle Alpi. Poco più in là, Serralunga d’Alba colpisce per il suo castello gotico, alto e slanciato, che sorveglia i filari sottostanti, mentre il borgo di Monforte d’Alba nasconde un piccolo gioiello: un anfiteatro naturale all’aperto dall’acustica perfetta.
Monferrato e Roero: il Piemonte più autentico

Meno esposti ai grandi flussi del turismo internazionale rispetto alle Langhe, i territori del Monferrato e del Roero custodiscono l’anima più verace ed eterogenea della campagna piemontese, mostrando caratteri geologici e storici unici. Il Monferrato si sviluppa su un’area molto vasta che abbraccia le province di Asti e Alessandria, distinguendosi per un profilo collinare più ampio e sinuoso, dove la viticoltura si alterna alla coltivazione dei cereali. Il Roero, posizionato sulla sponda sinistra del fiume Tanaro nella provincia di Cuneo, offre invece un paesaggio tormentato e selvaggio.
Asti e i castelli medievali del Monferrato

La città di Asti si offre come un centro di straordinario rilievo storico, custode del più importante patrimonio di torri e palazzi medievali della regione, oltre alla monumentale Cattedrale di Santa Maria Assunta, vertice del gotico piemontese. La città lega la sua fama globale alla produzione dell’Asti Spumante e alla celebrazione del secolare Palio storico, una corsa di cavalli a pelo che anima la centrale Piazza Alfieri ogni mese di settembre. Il centro cittadino è un dedalo di vie eleganti che conservano torri gentilizie come la Torre Troyana e storici complessi religiosi come la Rotonda di San Pietro.
Le fortificazioni e gli Infernot ipogei
Il territorio delle province di Alessandria e Asti si distingue per due elementi architettonici unici:
- I Castelli del Monferrato: fortificazioni imponenti come il maestoso Castello di Montemagno con i suoi spalti merlati e il monumentale Castello di Camino, che domina la valle del Po.
- Gli Infernot: antiche stanze ipogee scavate direttamente a mano nella pietra da cantoni sotto le case contadine, utilizzate per la perfetta conservazione del vino e tutelate dall’UNESCO.
Le Rocche del Roero e i sentieri nella natura
Il Roero mostra il suo lato più spettacolare nelle Rocche, profonde pareti di sabbia verticali nate nei millenni dall’erosione del fiume Tanaro. È un paesaggio unico, dove i burroni e le spaccature nel terreno interrompono all’improvviso la dolcezza delle colline coltivate a vite. Questa zona è un vero paradiso per il trekking, grazie a una fitta rete di percorsi ben segnalati. Tra gli itinerari più belli si possono scegliere il Sentiero del Lupo, che si sviluppa tra i fitti boschi e i castagneti secolari di Montà, e il Sentiero dei Castelli, un cammino panoramico che collega i borghi storici costeggiando i punti più spettacolari delle creste di sabbia.

Langhe, Roero e Monferrato: un itinerario tra le vigne patrimonio UNESCO
Paesaggi mozzafiato dove la cultura del vino si tramanda da secoli: sono Roero, Monferrato e Langhe con itinerari irresistibili tra cantine e colline.
I laghi piemontesi: Maggiore e d’Orta
La sezione settentrionale della regione si apre ai grandi bacini lacustri di origine glaciale, incastonati tra le Alpi Lepontine. I laghi Maggiore e d’Orta costituiscono da secoli una meta di elezione per i viaggiatori internazionali, custodendo intatta quell’atmosfera aristocratica e romantica che nell’Ottocento affascinò gli scrittori del Grand Tour.
Lago Maggiore: Stresa, Verbania e le Isole Borromee

Sebbene il bacino del Lago Maggiore sia diviso anche con la Lombardia e la Svizzera, la sua sponda piemontese trova la capitale ideale in Stresa, celebre per il lungolago scandito dai palazzi degli hotel della Belle Époque. Da qui si salpa per l’arcipelago delle Isole Borromee: l’Isola Bella, con il suo monumentale palazzo barocco e i dieci giardini terrazzati a piramide, e l’Isola Madre, che ospita un giardino all’inglese dove vivono liberi pavoni e fagiani dorati. Poco più a nord, Verbania accoglie i giardini botanici di Villa Taranto, un immenso parco con fontane monumentali, serre di piante acquatiche tropicali e viali di azalee dalle spettacolari fioriture primaverili.
Lago d’Orta e l’incanto di Orta San Giulio
Separato dal Maggiore dalla mole boscosa del monte Mottarone, il Lago d’Orta si caratterizza per una dimensione decisamente più intima e silenziosa. Il baricentro è l’antico borgo pedonale di Orta San Giulio, un reticolo di vicoli in pietra che convergono su Piazza Motta; da qui, piccole imbarcazioni collegano la terraferma alla suggestiva Isola di San Giulio, dominata da una basilica romanica, un monastero di clausura e percorsa dalla “via del silenzio”. Sulla collina sovrastante sorge il Sacro Monte, patrimonio UNESCO immerso nei boschi con venti cappelle devozionali e oltre 370 statue in terracotta a grandezza naturale che narrano la vita di San Francesco d’Assisi.

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Montagne piemontesi e parchi naturali
La catena delle Alpi delimita i confini occidentali e settentrionali della regione, circondando la pianura con un imponente arco di vette. Questo immenso patrimonio naturale è tutelato da un sistema di aree protette che garantisce la conservazione di ecosistemi di alta quota e la sopravvivenza delle antiche culture montane.
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso e le strade reali

Situato nella porzione settentrionale della provincia di Torino, lungo le selvagge valli Orco e Soana, il Parco Nazionale del Gran Paradiso è l’area protetta più antica d’Italia. È un paradiso del trekking d’alta quota ai piedi di vette che sfiorano i quattromila metri, tra ghiacciai perenni e boschi di larici dove è facile avvistare stambecchi, camosci e marmotte. La fitta rete escursionistica si sviluppa attorno a tre centri principali: Ceresole Reale, celebre per il suo lago e i sentieri verso i laghetti alpini del Colle del Nivolet; Locana, porta d’accesso alle valli laterali; e Noasca, da cui partono i trekking nel selvaggio vallone di Noaschetta lungo le antiche Reali Strade di Caccia in pietra volute da re Vittorio Emanuele II.
La Val d’Ossola: la wilderness della Val Grande e il borgo di Vogogna
All’estremità settentrionale della regione si sviluppa la Val d’Ossola, un vasto territorio alpino della provincia del Verbano-Cusio-Ossola che si ramifica in sette valli laterali. Questo distretto ospita alcuni dei trekking più spettacolari e severi del Piemonte, come i sentieri che si addentrano nel Parco Nazionale della Val Grande – l’area selvaggia più estesa d’Europa – o quelli della Val Formazza che salgono fino alla maestosa Cascata del Toce. Le basi logistiche ideali sono Premosello-Chiovenda, Malesco e soprattutto Vogogna. Antica capitale dell’Ossola Inferiore, questo borgo conserva un impianto medievale perfettamente integrato nel paesaggio, caratterizzato da case con i tipici tetti in pietra (le piode), dal trecentesco Palazzo Pretorio con i suoi mascheroni e dall’imponente Castello Visconteo che domina la valle.
Le Residenze Sabaude patrimonio UNESCO
La lunga parabola dinastica dei Savoia ha lasciato in Piemonte un sistema integrato di reggie monumentali noto come “Corona di Delizie”. Questo circuito di residenze reali, distribuito strategicamente attorno a Torino, è tutelato dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità e racconta i fasti della corte sabauda.
La grandiosità di Venaria Reale e i suoi giardini

Alle porte di Torino si trova la Reggia di Venaria, uno dei complessi barocchi più maestosi al mondo. Progettata da maestri dell’architettura come Amedeo di Castellamonte e Filippo Juvarra, ha il suo cuore nella spettacolare Galleria Grande: un corridoio monumentale inondato di luce dove stucchi raffinati creano una prospettiva mozzafiato. La visita prosegue all’esterno nei monumentali giardini all’italiana, dove grandi vasche d’acqua dialogano con installazioni d’arte contemporanea e lunghi viali alberati.

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La Palazzina di Caccia di Stupinigi e il trionfo del rococò

A sud del capoluogo sorge la Palazzina di Caccia di Stupinigi, capolavoro assoluto del rococò europeo, a cui si arriva percorrendo un immenso viale alberato rettilineo che la collega visivamente al centro di Torino. La struttura stupisce per la sua pianta geometrica a croce di Sant’Andrea, che converge verso un monumentale salone centrale di forma ovale sormontato esternamente dalla celebre statua di un cervo. Al suo interno, la dimora conserva intatti i preziosi arredi originali dell’epoca, le tappezzerie e le straordinarie opere di ebanisteria che raccontano i fasti delle battute di caccia reali.
Il Castello di Racconigi: la dimora estiva dei sovrani
Spostandosi verso la pianura cuneese si incontra il Castello di Racconigi, una residenza reale amata dai sovrani fino alla prima metà del Novecento. Questa dimora è celebre soprattutto per il suo immenso parco all’inglese, dove i viali alberati e i laghi artificiali accolgono una ricca fauna aviaria, tanto da essere diventato famoso per le grandi cicogne che nidificano stabilmente sui camini del palazzo. Gli interni, perfettamente conservati, offrono un viaggio nel tempo unico, mostrando da vicino i dettagli intimi e l’autentica vita quotidiana della famiglia reale.
La rete delle residenze diffuse nella provincia
Il patrimonio sabaudo non si limita ai complessi maggiori, ma si articola in una fitta rete di dimore distribuite nella provincia torinese e cuneese:
- Il Castello Ducale di Agliè: monumentale edificio che vanta oltre trecento stanze, circondato da un giardino storico con alberi secolari e una grande fontana settecentesca.
- La Tenuta Reale di Pollenzo: situata nel comune di Bra, caratterizzata da un’architettura in stile neogotico e oggi sede dell’Università di Scienze Gastronomiche.
- Il Castello di Rivoli: antica fortezza barocca rimasta incompiuta, oggi convertita in uno dei musei di arte contemporanea più importanti d’Italia.
Cosa mangiare in Piemonte: la tradizione a tavola
La cultura gastronomica piemontese fonde i fasti della corte sabauda con la concretezza della tradizione rurale, creando un ricettario fondato su materie prime d’eccellenza.
I sapori della tradizione: dal salato al dolce

Il percorso inizia con il vitello tonnato e la carne cruda battuta al coltello, per poi passare ai primi iconici: gli agnolotti del plin e i sottili tajarin. I veri simboli della tavola restano il pregiato Tartufo Bianco d’Alba, grattugiato rigorosamente a crudo, e la Bagna Càuda, la salsa calda di aglio e acciughe servita nel tipico fujot. Tra i secondi, la carne trionfa nelle lunghe cotture del brasato al Barolo.
Il pasto si chiude in dolcezza a Torino con il celebre Gianduiotto, nato ai tempi di Napoleone unendo il cacao alla Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, e con il Bònèt, il tradizionale budino locale a base di cacao e amaretti sbriciolati. Per approfondire la storia di queste ricette, puoi leggere la guida ai piatti tipici piemontesi.
La carta dei vini: rossi monumentali e bianchi sapidi

Questa tavola è indissolubilmente legata a una produzione enologica leggendaria. Sulle colline UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato domina il vitigno Nebbiolo, che dà vita a rossi mitici come Barolo e Barbaresco, affiancati da grandi classici come Barbera e Dolcetto. Il panorama si completa con i bianchi freschi, tra cui spiccano l’Arneis e il Gavi, e con la spumantistica dolce del Moscato d’Asti, affinato nelle storiche “Cattedrali Sotterranee”.

I piatti tipici piemontesi: tradizioni culinarie e sapori autentici da scoprire
Il Piemonte affascina per i suoi paesaggi mozzafiato, le storiche residenze sabaude e la sua ricca tradizione culinaria, un viaggio tra sapori e ricette tramandate di generazione in generazione. Scopriamo insieme i piatti tipici piemontesi che raccontano la storia e la cultura di questa terra.
Calendario stagionale: quando programmare il viaggio
Ogni mese dell’anno cambia radicalmente il volto del Piemonte, condizionato da un clima continentale che regala atmosfere nette e ben definite. L’autunno porta giornate fresche e frizzanti, ma è noto soprattutto per la sua celebre e romantica nebbia che avvolge le colline color ocra durante le fiere del tartufo. La primavera è piacevole e ventilata, ideale per visitare i centri storici prima che esploda la forte afa estiva; nei mesi più caldi, infatti, la pianura diventa calda e umida, spingendo a cercare rifugio nel microclima dolce dei laghi o nei trekking d’alta quota. L’inverno si fa invece rigido, pungente e spesso grigio in città, ma regala cieli limpidi e neve abbondante sulle montagne, rendendo irresistibile la sosta nei caldi caffè storici del centro.
Come arrivare in Piemonte con i treni Alta Velocità Italo

Dimentica le code in autostrada e la caccia ai parcheggi: il viaggio in Piemonte inizia nel momento esatto in cui stacchi la spina comodo a bordo di un treno Italo. Arrivare in pieno centro a Torino, scendendo a Porta Nuova o Porta Susa, ti permette di azzerare i tempi morti. Pochi passi e ti ritrovi subito immerso nell’atmosfera sabauda, tra i grandi portici ottocenteschi e l’aroma dei caffè storici. La capitale piemontese diventa così il punto di partenza perfetto per esplorare tutto il resto del territorio in totale libertà. Sfruttando le coincidenze e i trasporti locali, ci vuole un attimo per passare dalle piazze del centro ai filari ordinati delle Langhe, per raggiungere le sponde intime del Lago d’Orta o per mettersi alla prova sui sentieri verticali del Gran Paradiso e dell’Ossola. Scegliere l’alta velocità trasforma lo spostamento in una parentesi di comfort e rispetto per l’ambiente, il modo migliore per sintonizzarsi fin da subito sul ritmo di una terra che chiede solo di essere scoperta con curiosità e senza fretta.



