Dalle vette alpine alle scogliere mediterranee, fino ai sentieri lavici dei grandi vulcani, l’Italia offre una varietà di percorsi unica al mondo. Questa guida mappa gli itinerari di trekking più spettacolari della penisola, fornendo dettagli geografici e consigli pratici per ogni livello di preparazione: lo strumento ideale per pianificare la tua prossima avventura a piedi tra natura incontaminata e borghi storici.
I migliori percorsi di trekking nel Nord Italia
Il settore settentrionale della penisola è dominato dall’imponente arco alpino e dalle colline prealpine. Sono aree che offrono verticalità importanti, rifugi d’alta quota gestiti con tradizione storica e sentieri tecnici ben tracciati.
Sentiero Viel del Pan

- Localizzazione: Passo Pordoi / Arabba (Confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige).
- Durata di percorrenza: 2 ore e 30 minuti (sola andata).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Il percorso si sviluppa a una quota costante di circa 2.400 metri, collegando il Passo Pordoi al Passo Fedaia. Il fondo è composto da un sentiero sterrato e compatto, molto scorrevole e privo di pendenze eccessive. Presenta una costante esposizione sul versante della Marmolada, elemento che richiede passo fermo e assenza di vertigini. “In estate il tracciato è completamente sgombro da neve, ma resta privo di fonti d’acqua intermedie e soggetto a rapidi cambi meteo. Diventa quindi fondamentale verificare l’apertura dei rifugi se si è in cerca di una sosta e monitorare i bollettini per evitare i temporali pomeridiani.

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Greenway del Lago di Como
- Localizzazione: Sponda occidentale del Lago di Como, da Colonno a Griante (Lombardia).
- Durata di percorrenza: 3 ore e 30 minuti (itinerario completo di 10 km circa).
- Livello di difficoltà: T (Turistico).
Un percorso pedonale lineare che si sviluppa lungo la sponda del lago, alternando tratti di pavimentazione urbana, acciottolato, asfalto e brevi sentieri sterrati. La segnaletica è ben visibile e costante ed il cammino non richiede alcun tipo di allenamento specifico né attrezzature o calzature tecniche (sono sufficienti scarpe da ginnastica stabili). Il tracciato è accessibile da diversi punti e praticabile tutto l’anno, integralmente o solo per alcuni tratti, e tocca numerosi centri abitati, per questo si passa dall’asfalto acciottolato in pietra a frequenti scalinate, ma se necessario sono disponibili servizi e trasporti pubblici per il rientro.

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Da Camogli a Portofino

- Localizzazione: Parco Naturale Regionale di Portofino (Liguria).
- Durata di percorrenza: 4 ore e 30 minuti (passando per San Fruttuoso).
- Livello di difficoltà: E / EE (Escursionisti Esperti nel tratto costiero esposto).
Trekking costiero di livello escursionistico che attraversa l’intero promontorio ligure. La prima sezione presenta una forte pendenza coperta da scalinate in pietra fino alla località di San Rocco, per poi trasformarsi in un sentiero di terra e roccia all’interno del bosco. Il tratto che scende a San Fruttuoso tramite il Passo del Bacio presenta passaggi su roccia esposta dove sono installate catene metalliche di sicurezza a cui aggrapparsi nei passaggi più ripidi. È obbligatorio l’uso di scarponi da trekking a causa dell’umidità salmastra che rende la roccia scivolosa, come anche l’essere provvisti di borracce d’acqua poichè le fonti d’acqua sono assenti nella parte centrale del promontorio.

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Gran Paradiso, l’alta via alpina

- Localizzazione: Valsavarenche / Cogne (Valle d’Aosta).
- Durata di percorrenza: 3 ore e 30 minuti (salita al Rifugio Vittorio Emanuele II).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
La rete sentieristica del parco si sviluppa su vecchie mulattiere reali pavimentate in pietra, caratterizzate da pendenze regolari studiate per il transito degli animali da soma. I dislivelli per raggiungere i rifugi d’alta quota superano quasi sempre gli 800-1.000 metri. Il terreno sopra i 2.500 metri diventa prettamente detritico e glaciale, con passaggi su pietraie stabili e ponti sospesi sui torrenti di disgelo. L’equipaggiamento deve includere abbigliamento termico pesante e gusci impermeabili a causa del vento e delle repentine variazioni termiche d’alta quota.

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Valcamonica, sentieri rupestri

- Localizzazione: Media e Alta Valle Camonica (Lombardia).
- Durata di percorrenza: 3 ore (Anello dei parchi archeologici di Capo di Ponte).
- Livello di difficoltà: T / E (A seconda delle varianti di quota).
I sentieri escursionistici della valle collegano le aree protette dell’UNESCO, parchi archeologici delle incisioni rupestri, alle alte quote del Parco dell’Adamello. La viabilità rurale è ben segnalata e si basa su mulattiere acciottolate ed ex strade militari della Prima Guerra Mondiale. I tracciati di fondovalle sono adatti a camminatori base e si sviluppano tra castagneti e terrazzamenti. Le varianti che salgono verso i siti fortificati in quota presentano pendenze severe e richiedono capacità di orientamento e torce per l’esplorazione di vecchie gallerie militari.
Sentieri trekking nel Centro Italia
L’Appennino centrale e le colline del Centro Italia offrono molti itinerari di trekking adatti a diversi livelli di esperienza. I percorsi alternano lunghi tratti in quota, cammini di fondovalle e sentieri legati alla storia del territorio, passando tra eremi, borghi fortificati e paesaggi naturali ancora poco urbanizzati.
La Via Francigena
- Localizzazione: Tratto toscano e laziale (Toscana e Lazio).
- Durata di percorrenza: 6 ore in media per singola tappa (circa 22 km).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Il segmento centro-italiano della Via Francigena è una delle esperienze più complete per chi ama i paesaggi rurali, le strade bianche e i cammini storici. Il percorso attraversa le colline senesi, la Val d’Orcia e l’alto Lazio, seguendo piste ciclabili, sentieri agricoli e antichi tracciati legati alla Via Cassia romana. Le tappe, spesso superiori ai 22-25 chilometri al giorno, non presentano difficoltà tecniche particolari, ma richiedono una buona resistenza sulle lunghe distanze. Lungo il cammino si incontrano borghi medievali come San Gimignano, Monteriggioni e Radicofani, con la possibilità di pernottare anche in ostelli parrocchiali storici. Per organizzare l’itinerario, Firenze e Roma possono essere considerate basi strategiche da cui avvicinarsi ai diversi segmenti del percorso.

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Gran Sasso e Corno Grande
- Localizzazione: Massiccio del Gran Sasso, Campo Imperatore (Abruzzo).
- Durata di percorrenza: 5 ore e 30 minuti (Andata e ritorno per la Via Normale).
- Livello di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti).
Si tratta di una salita verso la vetta del Corno Grande che, con i suoi 2.912 metri, dà la possibilità di intraprendere un trekking di stampo prettamente alpino situato nel cuore della penisola. Il percorso classico parte dall’albergo di Campo Imperatore e si sviluppa lungo la Via Normale, snodandosi su ghiaioni calcarei instabili e presenta brevi passaggi di arrampicata di I grado. Questo itinerario è rigorosamente riservato a escursionisti esperti dotati di calzature adeguate. Il terreno detritico richiede infatti passo fermo, ottime capacità di orientamento in caso di cambiamenti climatici o nebbia improvvisa e una buona preparazione fisica poiché non vi sono punti di rifornimento lungo il percorso.

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Monti Sibillini e Gole dell’Infernaccio
- Localizzazione: Rubbiano / Comune di Montefortino (Marche).
- Durata di percorrenza: 3 ore (fino all’Eremo di San Leonardo).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Il sentiero delle Gole dell’Infernaccio attraversa una profonda spaccatura scavata dal fiume Tenna, dove le pareti verticali di roccia calcarea si stringono fino a lasciare spazio al passaggio su passerelle in legno e tratti protetti da reti paramassi. Il fondo è spesso umido e fangoso, quindi richiede attenzione, soprattutto in primavera, quando i sassi bagnati possono diventare scivolosi. Superata la gola, il tracciato sale nel bosco su sentiero sterrato battuto, con pendenze moderate ma costanti, fino a raggiungere la faggeta e l’Eremo di San Leonardo, ricostruito interamente sui resti di un antico insediamento monastico. È un trekking molto interessante anche dal punto di vista botanico e faunistico, consigliato nei mesi estivi per la frescura del microclima interno.

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Anello del Monte Conero

- Localizzazione: Parco Regional del Conero, Sirolo (Marche).
- Durata di percorrenza: 3 ore e 15 minuti (Anello del sentiero 301).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Il tracciato si sviluppa sulla falesia del promontorio marchigiano, alternando l’ombra fresca dei boschi interni di leccio e corbezzolo a costoni calcarei affacciati direttamente sull’Adriatico. Offre una camminata dinamica e ventilata dalle brezze marine, dove la fitta vegetazione si dirada all’improvviso per regalare scorci limpidi sulla costa sottostante. Il fondo è composto da terra battuta e ghiaia calcarea sdrucciolevole, un tipo di terreno che richiede calzature stabili dotate di un buon grip, specialmente nei tratti in pendenza. Il percorso tocca i principali punti panoramici sulla celebre Spiaggia delle Due Sorelle e i resti archeologici della Badia di San Pietro, mantenendosi a quote collinari ma affrontando brevi e intensi strappi in salita che richiedono un passo regolare.
Gole di Celano
- Localizzazione: Parco Regionale Sirente-Velino, Celano (Abruzzo).
- Durata di percorrenza: 4 ore (Itinerario lineare attraverso il canyon).
- Livello di difficoltà: E / EE (A seconda della stabilità dei detriti sul fondo).
Il trekking si sviluppa sul fondo di uno dei canyon carsici più imponenti d’Appennino, racchiusi all’interno di una gola monumentale con pareti di roccia verticali che raggiungono i 200 metri d’altezza. Man mano che si avanza, il passaggio si stringe in alcuni punti critici fino a soli tre metri di larghezza, con ombra costante, dove la temperatura scende sensibilmente rispetto all’imbocco della valle.
Con un terreno esclusivamente di ciottoli di fiume mobili, guadi asciutti e grandi massi calcarei, vi sono dei punti da superare con l’aiuto delle mani. L’itinerario richiede massima attenzione alla stabilità delle caviglie e l’uso raccomandato del casco protettivo per il rischio latente di distacco di piccoli detriti dall’alto. È tassativamente vietato percorrere il canyon in caso di maltempo recente o previsto, a causa del pericolo di piene idriche improvvise e fulminee.
Percorsi trekking nel Sud Italia e sulle isole
Le regioni meridionali e le isole offrono percorsi di trekking intensi e molto panoramici, spesso segnati da sole forte, sbalzi di temperatura e terreni calcarei o vulcanici. La vicinanza al mare rende gli itinerari spettacolari, ma richiede una buona gestione dello sforzo, soprattutto nei tratti più esposti e con pochi punti d’ombra.
Il Sentiero degli Dei

- Localizzazione: Da Bomerano (Agerola) a Nocelle (Positano) (Campania).
- Durata di percorrenza: 3 ore e 30 minuti (sola andata).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Lungo una cengia di roccia calcarea a mezza costa, il Sentiero degli Dei attraversa le falesie della Costiera Amalfitana alternando terra battuta, gradoni di roccia viva e pietraie sconnesse. Il cammino è punteggiato da antichi casolari in pietra e terrazzamenti agricoli ancora utilizzati, ma presenta anche tratti esposti senza protezioni, poco adatti a chi soffre di vertigini. La vista, però, è tra le più spettacolari del Sud Italia e nelle giornate limpide arriva fino a Capri. La parte finale richiede attenzione: la discesa su una scalinata in pietra di oltre 1.500 gradini può affaticare le articolazioni, quindi i bastoncini sono molto utili. Lungo il percorso mancano fontane e punti d’ombra, perciò acqua e protezione solare sono indispensabili.

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Trekking sull’Etna – Schiena dell’asino

- Localizzazione: Versante Nord-Est / Piano Provenzana (Sicilia).
- Durata di percorrenza: 4 ore (Anello dei Crateri Sartorius).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico – diventa EE oltre i 2.800 metri).
Il percorso attraversa un paesaggio vulcanico di grande fascino, dove sabbia nera, lapilli e scorie basaltiche creano un forte contrasto con le rare specie vegetali che resistono sulle pendici dell’Etna. Il fondo può essere cedevole e irregolare, quindi è consigliabile usare scarponi alti per camminare con maggiore stabilità ed evitare l’ingresso di piccoli detriti. Anche in estate conviene portare uno strato termico o antivento, perché l’esposizione ai venti è frequente e le temperature possono cambiare rapidamente con la quota. Le aree sommitali, invece, vanno affrontate solo con guide vulcanologiche autorizzate, nel rispetto delle regole di sicurezza legate all’attività del vulcano.

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Sentiero della Cresta del Pollino

- Localizzazione: Parco Nazionale del Pollino, Colle dell’Impiso (Basilicata / Calabria).
- Durata di percorrenza: 5 ore e 30 minuti (Ascensione verso Serra di Crispo).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
L’itinerario sale tra fitte faggete per poi aprirsi, oltre i 1.800 metri, sui pianori carsici della Grande Porta del Pollino. Questa zona conserva evidenti segni di antichi circhi glaciali e offre un panorama aperto che, nelle giornate limpide, spazia fino al Mar Ionio e al Golfo di Taranto. Il fondo alterna terra battuta a praterie rocciose calcaree fisse. Oltre ai rari Pini Loricati millenari abbarbicati sulle creste, lungo questi altipiani d’alta quota è frequente l’incontro con cavalli allo stato brado. Il tracciato non presenta passaggi esposti, ma i 700 metri di dislivello richiedono comunque una buona resistenza aerobica.

Cosa fare e visitare a Scalea
Adagiata sulla Riviera dei Cedri, Scalea unisce mare cristallino, scogliere frastagliate e un affascinante borgo medievale. Tra cultura, relax e natura, è la meta ideale per scoprire le bellezze della Calabria in ogni stagione.
Gran Cratere di Vulcano
- Localizzazione: Isola di Vulcano, Arcipelago delle Eolie (Sicilia).
- Durata di percorrenza: 2 ore (Andata e ritorno per la Fossa di Vulcano).
- Livello di difficoltà: E (Escursionistico).
Dall’area del porto, l’itinerario affronta un terreno instabile di cenere vulcanica, polvere di zolfo e argille rosse. Il tracciato presenta pendenze costanti e una totale assenza di zone d’ombra, richiedendo un passo regolare per contrastare la scarsa aderenza del suolo detritico; lo sforzo offre una vista geometrica sulla lingua di terra e sulle vicine isole di Lipari e Salina.
Arrivati in cima, sul bordo del grande cratere a 290 metri di altezza, il sentiero fa il giro completo intorno alla bocca del vulcano. Camminando in questo punto ci si trova circondati da crepe nel terreno da cui esce vapore caldissimo e da rocce colorate di un giallo molto acceso. Prima di proseguire, è fondamentale controllare da che parte soffia il vento per evitare di respirare i fumi vulcanici, che possono fare male alla salute. Per questa escursione sono obbligatorie scarpe da trekking con una suola che non scivola ed è necessario rispettare i divieti del Comune, che cambiano a seconda di quanto gas sta uscendo dal vulcano in quel periodo.
Consigli pratici per organizzare un percorso di trekking

Affrontare la natura richiede rispetto, preparazione tecnica e una profonda consapevolezza delle proprie reali capacità fisiche, evitando di sottovalutare i pericoli intrinseci del terreno.
Come scegliere il sentiero giusto
Il Club Alpino Italiano (CAI) adotta una classificazione ufficiale rigorosa che ogni escursionista deve conoscere:
- T (Turistico): Itinerari semplici su strade sterrate o mulattiere evidenti, privi di problemi di orientamento.
- E (Escursionistico): La maggior parte dei sentieri italiani, caratterizzati da terreni sconnessi, pendenze significative ma prive di tratti esposti.
- EE (Escursionisti Esperti): Presentano passaggi rocciosi, forte pendenza e tratti esposti dove è necessario avere passo fermo e assenza di vertigini.
Cosa portare nello zaino
La scelta dell’equipaggiamento deve basarsi sulla regola del minor peso possibile a fronte della massima utilità. Indipendentemente dal percorso scelto, l’elemento fondamentale resta la calzatura, che deve essere sempre specifica per il tipo di terreno affrontato e dotata di una suola che garantisca una buona aderenza.
All’interno dello zaino, l’attrezzatura di sicurezza di base non cambia mai. È indispensabile avere sempre con sé un capo d’abbigliamento impermeabile per i cambi meteo improvvisi, una scorta idrica e alimentare adeguata alla durata del cammino, un kit di primo soccorso e una fonte di luce d’emergenza. Per l’orientamento, è fondamentale avere sempre una mappa cartacea o una traccia GPS dello smartphone salvata offline.
Sicurezza, meteo e preparazione fisica
La montagna e i territori selvaggi non perdonano l’approssimazione. Il controllo dei bollettini meteorologici locali deve essere l’ultima azione compiuta prima di legarsi gli scarponi. È fondamentale informare sempre qualcuno sull‘itinerario esatto che si intende percorrere. Non bisogna mai avere paura di tornare indietro se le condizioni ambientali peggiorano o se la stanchezza fisica compromette la lucidità del passo.
Raggiungere i migliori trekking in Italia con Italo
Pianificare una vacanza escursionistica sul territorio nazionale diventa un’esperienza snella ed ecologicamente sostenibile quando si sceglie di integrare la rete dei trasporti ferroviari ad Alta Velocità all’inizio del proprio itinerario. Utilizzando i treni Italo è possibile raggiungere rapidamente i principali nodi infrastrutturali del Nord, del Centro e del Sud Italia, eliminando completamente lo stress legato alla guida sulle lunghe distanze autostradali e ai lunghi tempi di spostamento.
Dalle stazioni di arrivo dell’Alta Velocità, i viaggiatori possono usufruire delle coincidenze dirette con i servizi bus locali, i transfer privati o le navette dedicate che collegano i centri urbani alle porte d’ingresso dei parchi nazionali e dei cammini storici, per iniziare subito a camminare seguendo il ritmo rigenerante della natura italiana.



